In Fijlkam per conquistare la cintura marrone occorrono due anni e la valutazione dei progressi didattici spetta all’insegnante titolare. Tenuto conto delle mezze cinture e diavolerie varie ai ns. ragazzi deve essere data la base per
affrontare in maniera costruttiva la scelta dell’agonismo e in alternativa affrontare l’esame per raggiungere la meta che ogni praticante sogna sin dall’ingresso nel dojo:la cintura nera di karate. E qui casca l’asino … perché oggi ci sono cinture nere di
kata e cinture nere di kumite: una cosa strana! Capisco la specializzazione dell’atleta di alto profilo ma che in alcuni dojo non si faccia proprio kumite ed in altri non si pratichi la vera essenza delle arti marziali che è costituita dai Kata è davvero
paradossale. Parlando con alcuni appassionati durante le fasi di qualificazione ai Campionati Italiani Juniores e Seniores di kata tenutesi a Ponticelli lo scorso 07 Marzo, mi sono accorto che diversi di loro oltre a non conoscere le tecniche di alcuni
kata di stile diverso dal proprio, non sapevano neanche le movenze delle forme proprie dell’area d’appartenenza (e a questo punto mi chiedo se sapessero di quale ryu fanno parte …). Qui rischiamo grosso: a furia di rincorrere le olimpiadi stiamo
perdendo la nostra identità? Qualche tecnico agli aggiornamenti obbligatori si distrae un po’ troppo oppure i programmi non rispecchiano la domanda formativa che presuppone un’analisi dei bisogni? La domanda nasce spontanea e al di là delle
nascenti e sedicenti federazioni depositarie del karate vero ed autentico … non dobbiamo lasciare che da noi il solo aspetto sportivo venga presentato come caratterizzante il karate che è fatto di kumite,kata, kion, bunkai,shitei,shorei e tanto altro vi
direi!. Meno male che ogni tanto ci sono iniziative che coniugano la particolarità delle discipline di combattimento tutelate dalla Fijlkam con il moderno approccio bio-medico, come quella tenutasi a Parma lo scorso Febbraio avente titolo
“Movimento, Sport e Apprendimento Scolastico: le attività propedeutiche a Judo, Lotta e Karate come mezzo per lo sviluppo globale della personalità dell’Alunno”. Se è vero che il Medium è il messaggio(Mc Luhan)
le forme tradizionali sono un ottimo veicolo di esercizio fisico, mentale e di propaganda. Esse contengono un eredità storico-culturale ed un sapere consolidato adatto a tutte le fasce di praticanti e sono caratterizzate da una progressione
didattica che ne consente un utilizzo flessibile. Il prossimo appuntamento con il binomio scienza-karate è il Workshop “Mente e movimento tra Neuroscienze e Psico-pedagogia” Prospettive per lo Sport e la Scuola cui farà seguito lo
STAGE TECNICO: “I giovani, il Karate e l’alta specializzazione”Aggiornamento sulle conoscenze attuali delle metodologie di allenamento-Parametri tecnico-tattici: individuazione, valutazione e sviluppo che si
terranno all’Holiday Inn di Castelvolturno(Ce) il 17 e 18 Aprile prossimi organizzati da Lucio Maurino e dallo staff della SportivArt. Una maggiore incisività da parte di tutti noi nel presentare i benefici che presenta la pratica sportiva in generale e il karate
in particolare in una società contraddistinta dall’ipocinesi e una buona padronanza della comunicazione e delle conoscenze scientifiche possono aumentare la visibilità dell’arte che amiamo e perché no aumentare il numero dei clienti . Del resto il
kata della cassa deve sempre funzionare se no facciamo la fine di qualche grande maestro di bocca che parla parla ma ha chiuso la palestra! Il kata della modernità che esige una formazione continua in una società multietnica e
ipertecnologica, ci impone di lavorare di più su noi stessi. Per le classifiche particolari non dimenticate di consultare il sito regionale,finali ad Urbino il 27.28/ p. v.
