Considerato l’elevato rischio potenziale costituito dalla
manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, è indispensabile che il lavoratore, per la sua stessa sicurezza, comunichi sempre al proprio Responsabile e
al Medico competente se sussistono condizioni particolari di suscettibilità o che potrebbero essere aggravate dalla esposizione a tali agenti.
Talassemie, anemie, leucopenie, piastrinopenie o altre malattie a carico del sistema emopoietico,
immunodeficienze congenite o acquisite, alterazioni della funzionalità epatica o renale, precedente esposizione a radiazioni ionizzanti o a sostanze cancerogene, precedenti terapie in grado di produrre ipoplasia midollare (in particolare trattamenti con
FCA o con radiazioni ionizzanti) rientrano tutti in queste condizioni di suscettibilità.
Ulteriore fonte di rischio è rappresentato, per le donne, dallo stato di gravidanza vera o presunta e dall’allattamento: due condizioni che rendono particolarmente
pericolosa l’esposizione delle operatrici ai farmaci chemioterapici antiblastici.
Durante le fasi di preparazione si può ad esempio verificare l’accidentale
esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare; è pertanto necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalità
della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
Per ridurre al massimo il
rischio chimico, durante la fase di preparazione è opportuno utilizzare sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci. href="http://www.eurospital.it/manipolazione_chemioterapici_antiblastici.html">farmaci chemioterapici antiblastici
Securmix è un dispositivo medico sviluppato appositamente per le operazioni di manipolazione dei
un’eventuale contaminazione.
In particolare, per la lavorazione di grandi quantità consente di semplificare la procedura di lavoro.
Il sistema lavora con tre parti connesse contemporaneamente in circuito chiuso: una parte a cui si connette il
flaconcino contenente il farmaco, una seconda per la soluzione I.V., infine vi è rubinetto luer-lock girevole al quale si connette la siringa.
Questo rubinetto girevole chiude o rispettivamente apre i vari accessi. Vi è una freccia che indica quale accesso
sia aperto in quel momento.
La connessione che porta alla soluzione I.V. ha un attacco di sicurezza e si possono usare senza problemi anche flaconi o sacche di varie dimensioni ( per esempio soluzioni di NaCl allo 0.9% da 250 ml o 500 ml);
all’interno del dispositivo è presente il sistema filtrante con membrane da 0,22 µm per garantire la sterilità della soluzione ricostituita e per bloccare l’aerosol durante la fase di diluizione.
