Il luogo comune che vuole gli italiani, popolo di formiche come
nella favola di Esopo, assennati e abituati al rispamio sta velocemente lasciando spazio a un’immagine del Belpaese più disincantata e avvezza a ricorrere al credito al consumo.
Un fenomeno, prima quasi sconosciuto, che sta
prendendo sempre più piede in Italia, soprattutto tra le famiglie, che per permettersi un elettrodomestico nuovo, una vacanza o l’automobile si indebitano a tal punto da saltare le rate o a non riuscire più a saldarle del tutto.
Il sistema creditizio
italiano sta dando infatti i primi segni di cedimento stando ai dati diffusi in questi giorni dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui dati ABI relativi ai primi tre mesi del 2010: -5% è la richiesta di
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Le
associazioni dei consumatori ritengono che la causa di questa situazione critica sia da imputarsi alla troppa facilità con cui le banche e le finanziarie hanno concesso i prestiti senza nessuna
regolamentazione o tutela verso i clienti. Le nuove norme si rivolgono specialmente a coloro che non hanno dimestichezza con un linguaggio finanziario fatto di limiti e clausole a piè di pagina espressi in caratteri microscopici.
Un primo passo
verso la risoluzione di questi problemi viene dalla Direttiva dell’Unione Europea 2008/48/CE entrata in vigore il 4 settembre 2010, ma che di fatto sarà attiva solo quando gli istituti finanziari si adegueranno alle norme in essa
contenute. Presumibilmente non prima del 2011.
Le regole del decreto, in sintesi, rimettono al centro il consumatore, che deve essere consapevole di tutte le spese nella sottoscrizione di un contratto di credito al consumo e ha un diritto di
recesso di 14 giorni. Massima trasparenza delle finanziarie anche nella pubblicità dei servizi di credito e chiarezza nell’informativa precontrattuale. Per evitare che i clienti si indebitino eccessivamente, oltre le proprie possibilità, scatteranno anche
sistemi di valutazione uniformi e più precisi.
Inoltre, è notizia di ieri la nascita di tre nuove authority europee che si occuperanno di vigilare rispettivamente le attività di banche, assicurazioni e mercati europei. Le tre autorità saranno operative da
gennaio 2011 e ad esse si aggiungerà anche l’Esrb, lo European Systemic Risk Board, che sotto la guida della Banca Centrale Europea vigilerà e lancerà allarmi in caso di rischi per la stabilità finanziaria della zona Euro.
Resta
da vedere se tutti questi inviti delle istituzioni europee troveranno accoglimento da parte delle società del settore creditizio italiano. Nel frattempo, i futuri clienti possono conoscere e scegliere in modo facile e consapevole il proprio prestito personale
attraverso il comparatore presente sul sito Supermoney.
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