ROMA , 3 LUGLIO 2009 ORE 17:30 – LIBRERIA “IL FILO”
VIA BASENTO, 52/E
Il Gruppo Albatros Il Filo presenta:
Clelia Di Salvo, L’ombra di Marta
Tania Di Stefano, Come una crisalide
Barbara Gramegna, Minishorts
Giovanni Langellotti, Primo, secondo e terzo atto. Romanzo in tre parti
Paolo Tebaldi, Quasi un dongiovanni
Clelia Di Salvo, L’ombra di Marta
Il percorso a ritroso nei fatti e nella memoria affettiva di Marta è come un giallo, i cui frammenti si ricostruiscono poco per volta attraverso sogni e indizi. Sulla quarantina, la protagonista sente di dover lasciare emergere qualcosa di sommerso del suo passato e si rivolge a un analista che la aiuta nello scavo interiore. La narrazione procede di pari passo con l’analisi e il contemporaneo farà irruzione nel passato degli anni Settanta, svelando i misteri dimenticati e un conflitto irrisolto. Amore, indipendenza e coraggio sono i temi forti del romanzo di Clelia Di Salvo, che in Marta fa convergere una femminilità profonda e fragile, ma straordinariamente in grado di rimettersi in discussione. Storia a doppio binario di una protagonista ora diciassettenne ora donna matura, L’ombra di Marta sorprende l’umanità nel momento più delicato, quello della scelta, sempre difficile, che rende liberi.
Clelia Di Salvo è nata nel 1953 a Caltanissetta. Insegnante di scuola dell’infanzia, ha già pubblicato Il vento Amico (MEF, 2006).
Tania Di Stefano, Come una crisalide
Come una crisalide, nonostante sia la prima silloge poetica di Tania Di Stefano, rivela già una notevole valenza espressiva, una forte intensità e uno spessore artistico fuori dal comune. I versi si succedono senza posa, lasciando profonda traccia sulla carta stampata, così come nella mente e nel cuore del lettore. Le sue pagine ci trasmettono emozioni senza fine, sentimenti veri, densi, sinceri, ci conducono nell’abisso dell’essere umano, nei vortici del dolore, così come della passione, sconvolgendo la dimensione tradizionale del fare poesia, per avvicinarsi ad una struttura molto più variegata di quella che appare ad una lettura superficiale. La sua penna acuta osserva e giudica senza mezze misure, racconta senza remore né paure. [...] La scrittura appare sempre caratterizzata da una forza delle parole fuori dal comune, da lettere che aggrediscono la carta, la dominano e restano per sempre impresse come marchi a fuoco. L’autrice, inoltre, si avvale di una totale libertà stilistica, sfruttando al meglio il verso sciolto, prediligendo componimenti lunghi, scegliendo di volta in volta se racchiuderli sotto un titolo o lasciarli all’interpretazione del lettore.
Tania Di Stefano è nata a Trapani nel 1965. Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha pubblicato alcune schede filmiche e tecniche su diversi film di Ermanno Olmi, all’interno de Il Segreto della natura – Il cinema di Ermanno Olmi tra l’umano e il divino.
Barbara Gramegna, Minishorts
Racconti di un’esistenza vissuta con saggezza, un modo di vedere la realtà dove tutto sembra complicato, ma alla fine viene scoperto essere molto semplice. Una raccolta divisa in tre parti, ognuna delle quali descrive e indaga i rapporti con il prossimo: famigliari, amorosi, di amicizia, con noi stessi. Tutto ciò che ci rende quello che siamo e occupa le nostre vite: da un giro in metropolitana ai rapporti in una classe di bambini. I sentimenti e le azioni che a volte ci fanno del male, altre volte del bene, ci rendono migliori e peggiori a seconda di come noi sappiamo viverli; l’amore, l’amicizia, sono il motore mobile di ciò che ci fa sentire vivi, in bilico fra frustrazione, paura, gioia. Mondi e relazioni che aprono un ventaglio di pensieri e ricordi che riconducono al senso stesso della vita: la quale non sembra essere altro che una tempesta, con violenza atterra ognuno di noi, ci attorciglia e sconvolge, lasciando i danni o perle che terremo per tutti i nostri giorni.
Barbara Gramegna è nata nel 1965 a Bolzano. Insegnante di Scuola Media, si occupa di apprendimento e didattica delle lingue. Minishorts è la sua prima pubblicazione.
Giovanni Langellotti, Primo, secondo e terzo atto. Romanzo in tre parti
Racconti di un’esistenza vissuta con saggezza, un modo di vedere la realtà dove tutto sembra complicato, ma alla fine viene scoperto essere molto semplice. Una raccolta divisa in tre parti, ognuna delle quali descrive e indaga i rapporti con il prossimo: famigliari, amorosi, di amicizia, con noi stessi. Tutto ciò che ci rende quello che siamo e occupa le nostre vite: da un giro in metropolitana ai rapporti in una classe di bambini. I sentimenti e le azioni che a volte ci fanno del male, altre volte del bene, ci rendono migliori e peggiori a seconda di come noi sappiamo viverli; l’amore, l’amicizia, sono il motore mobile di ciò che ci fa sentire vivi, in bilico fra frustrazione, paura, gioia. Mondi e relazioni che aprono un ventaglio di pensieri e ricordi che riconducono al senso stesso della vita: la quale non sembra essere altro che una tempesta, con violenza atterra ognuno di noi, ci attorciglia e sconvolge, lasciando i danni o perle che terremo per tutti i nostri giorni.
Giovanni Langellotti è nato il 24 aprile del 1974 a Torino. Dopo aver trascorso diversi anni a Londra, tornato in Italia, diventa giornalista pubblicista. Attualmente risiede a Saluzzo (in provincia di Cuneo). Primo, secondo e terzo atto. Romanzo in tre parti è la sua opera prima.
Paolo Tebaldi, Quasi un dongiovanni
“Nei brevi racconti di questa raccolta si parla soprattutto di sesso, cioè di donne, o meglio di uomini. Insomma, dei complicati rapporti amorosi. Tuttavia, rimarrà deluso il lettore convinto di aver acquistato un libro spinto, proibito ai minori di 18 anni, anticonvenzionale, anticonformista e tutti gli “anti’ che volete. Il titolo di questa raccolta di novelle è infatti abbastanza commerciale e forse anche tutto il resto.
Ma sbaglia chi crede d’imbattersi in una sorta di edizione occidentale del Kamasutra, in storie boccaccesche del terzo millennio o in un saggio del tipo: “Tutto quello che vorreste sapere sul coito, e che purtroppo già sapete’. L’autore ha cercato, infatti, di evitare, nei limiti del possibile, la descrizione di particolari situazioni scabrose o tali da suscitare reazioni pruriginose. Il più delle volte, amplessi e copule sono avvolti da un velo asettico di castigato descrittivismo ambulatoriale. A pensarci bene, qui si parla anche e non solo di sesso. Esso fa da cornice a una pretestuosa quanto didascalica narrazione dei più disparati argomenti, dal centralismo democratico alle speranze di cambiamento suscitate dalla vittoria dell’Ulivo il 21 aprile 1996; dall’estetica di Lukacs al cubismo sintetico di Henry Moore; dall’antropologia strutturale di Levi Strauss alla psicoanalisi di Freud; dal canto gregoriano alle mirabili ouvertures del Cigno di Pesaro”…
Paolo Tebaldi è nato a Pesaro nel 1941. Nel 1964 emigra in Svizzera dove compie svariati mestieri. Negli anni settanta si occupa di formazione degli adulti e di organizzazione nel settore no-profit dell’associazionismo degli emigrati. Dal 1992 al 1994 pubblica a proprie spese un periodico in lingua italiana di cui cura sia l’aspetto grafico che quello redazionale. Ha collaborato ad alcuni giornali editi in Svizzera in lingua italiana con servizi d’attualità e rubriche di critica sociale (“Così è se vi pare“, “Minivocabolario“, “Che tema che fa“, “A quarti di luna“, “7 in condotta“, “Cronache del futuro“, “Mala tempora“, ecc.). Attualmente coordina, sul piano del volontariato, un progetto di animazione culturale degli e con gli anziani.
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