IL GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA NELLA LIBRERIA IL FILO I SUOI AUTORI ESORDIENTI

ROMA , 20 APRILE 2009 ORE 18 – LIBRERIA IL FILO VIA BASENTO 52/E

Il Gruppo Albatros Il Filo presenta:

ANDREA BARRETTA, IL GUADO DI IABBOK

GRAZIELLA CECCARELLI, MAMMA FOLLIA

PAOLO GAVIOLI, LA VITA E LE COSE ATTORNO

SILVIA PERONI, PRIGIONIERA DELL’ISOLA

FERDINANDO TERLIZZI, IL DELITTO DI UN UOMO NORMALE

Andrea Barretta – Il Guado di Iabbok

“Giacobbe non è un Odisseo che si lascia incantare dalle sirene dell’armonia musicale, ma non è nemmeno un uomo razionale per il quale è indegno essere affascinato. Giacobbe è un uomo – colui che sceglie fra mondo e Dio, fra incanti e legge; fra ciò che abbandona al guado di Iabbok e ciò che trova nell’esperienza apparentemente solitaria e sostanzialmente duale della teomachia; egli è la congiunzione “e” fra gli incanti e la legge”.

Dal testo.

Barretta Andrea è nato a Catania il 2 Gennaio 1982 e vive a Ladispoli (Roma). Laureato in giurisprudenza presso la LUMSA di Roma, dal 2006 è praticante avvocato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Civitavecchia.

Graziella Ceccarelli – Mamma Follia

Quando la realtà si dilata e confonde e i punti di riferimento si annebbiano e si perdono.

Un breve ma intenso e acuto romanzo dove il ricordo si mescola al presente e diviene desiderio e diviene sogno. E tutto si agita perdendo consistenza e senso del reale. Dove finiscono le proiezioni e inizia la follia? Dove finisce la finzione e inizia lo squilibrio? E così diventa impossibile distinguere Luna dalla sua signora G., donne che non ricordano o che ricordano troppo e che il peso di ciò che sentono e provano disorienta e fa perdere il senso delle cose, il labile confine delle realtà.

Desiderio, lussuria, maternità… sentimenti confusi in un intreccio di vero, verosimile e possibile, dove colui che crea diventa colui che è creato e l’arte diventa vita.

Ceccarelli Graziella è nata a Benevento il 12 aprile del 1979. È laureata in Psicologia Clinica e di Comunità alla Sapienza di Roma, città dove ha vissuto per otto anni, per rientrare poi al paese di origine Cervinara in provincia di Avellino, dove vive tuttora e lavora come psicologa, occupandosi soprattutto di perizia psicologica. È stata premiata nel 2005 al concorso letterario “Città di Melegnano” per la sezione narrativa con Pensieri da un cornicione e Mamma follia è il suo primo romanzo.

Paolo Gavioli – La vita e le cose attorno

È un omaggio alla straordinarietà della quotidianità quello offerto da Paolo Gavioli in questa silloge, La vita e le cose attorno.

Paolo Gavioli, alla sua seconda prova poetica dopo Pensieri sparsi lungo il tempo continua e in qualche modo porta vanti le tematiche affrontate nelle precedente silloge. Probabilmente perché le due raccolte nascono negli stessi anni e nello stesso clima, eppure vi sono delle sostanziali differenze tra esse.

Se la prima infatti tendeva a narrare le relazioni tra il sé dell’autore e le persone che lo circondano, in questa è possibile leggere una svolta più intimista.

La poesia di La vita e le cose attorno ha di certo un carattere autoscopico, ed è illuminata dalla luce dell’amore.

Ancora una volta quindi Paolo Gavioli ci apre le porte più recesse della sua sensibilità con quel tocco leggero che lo contraddistingue e con quella delicatezza che gli è propria, per raccontare frammenti, emozioni, piccole illuminazioni che non possono che scaldare il cuore di chi legge.

Paolo Gavioli è nato nel 1963 a Cassano Magnago, in provincia di Varese.

Dopo gli studi tecnico-commerciali ha trovato lavoro presso un Istituto bancario.
Scrive dall’età di quindici anni e vive tuttora nella stessa città.
Oltre alle poesie, ha scritto anche alcuni brevi racconti ispirati al Natale e dedicati alle due nipoti.

In questa stessa collana ha pubblicato la raccolta di poesie Pensieri sparsi lungo il tempo

Silvia Peroni – Prigioniera dell’isola

Eleonora galleggia spensierata nella sua vita dorata, protetta dal lusso, dal benessere, da un’apparente felicità. Ma un giorno la sua esistenza viene sconvolta: il padre, a causa di un investimento sbagliato, perde clienti e credibilità, e si ritrova sull’orlo della bancarotta, oppresso dai debiti.

Come affrontare questa penosa situazione? Come risalire la china cercando di recuperare la ricchezza perduta e la stima degli altri?

Purtroppo i genitori di Eleonora trovano un rimedio peggiore del male, e accettano la penosa scommessa proposta da due soci d’affari: Eleonora verrà mandata, sola, in un luogo sconosciuto, lontano da tutte le comodità a cui è abituata. Se dimostrerà di cavarsela, salverà la sua famiglia dal baratro, altrimenti l’aspetta il matrimonio combinato con un uomo orribile.

Eleonora accetta la sfida, parte e…

Silvia Peroni è nata il 26 aprile del 1968 a Carpenedolo (Bs). Centralinista presso un ente pubblico, attualmente vive e lavora a Brescia. La sua prima pubblicazione è Maestro di piccole verità, edito da Il Filo nel dicembre 2007.

Ferdinando Terlizzi – Il delitto di un Uomo normale

Il medico sammaritano Aurelio Tafuni, nel 1958, conosce Anna Maria Novi, 20 anni, bella, ma “piena di passato”. Nanà (come era chiamata nel giro la Novi), infatti, aveva fatto l’entreneuse al “Trocadero”. Nel 1959 la ballerina s’innamora di uno studente che faceva l’indossatore per l’Alta moda, Gianni de Luca. Questi la mette incinta e decide di sposarla, nonostante l’avversione feroce della famiglia. Tafuni, intanto, invaghito della Novi, continuava a sborsare fior di milioni, mantenendo un ibrido “menage a trois” (quando non diventava un “quartetto”, per l’inserimento del primo amante della Novi, un ingegnere, o addirittura un “quintetto”, allorquando si inseriva un gay). Nella comitiva non mancava, infatti, Carlo D’Agostino, un sarto omosessuale che vendeva costosi abiti alla ballerina (pagati dai suoi amanti occasionali), e organizzava spogliarelli privati e “poker strip”, per i più intimi frequentatori della villa di Castelvolturno, di proprietà del farmacista Giovanni Tafuri, cugino del dermatologo Casertano. Il 9 Marzo del 1960, Tafuni, stanco ormai delle “vessazioni” a cui il giovane sottopone la sua “amata”, decide di ucciderlo. Dopo averlo attratto in un tranello, con la scusa di avergli procurato un posto di lavoro in una clinica, lo colpisce con una sbarra alla testa. Poi gli conficca un punteruolo nel cuore, gli lega due mattoni ai piedi e lo getta nelle limacciose acque del fiume Volturno, dal Ponte della Scafa di Caiazzo. Nel carcere scrive il racconto della sua vita. Gli avvocati che si susseguirono nei quattro gradi di giudizio (nomi celebri come Alfredo de Marsico e Enrico Altavilla), in un processo lungo e clamoroso, non riuscirono a farlo passare per pazzo.

Ferdinando Terlizzi è nato nel 1937 a Santa Maria C.V. (Caserta) e dal 1970 svolge la professione di giornalista, cronista giudiziario. È direttore responsabile dell’agenzia giornalistica “Mediapress“, editorialista del quotidiano on-line “Casertasette.com” e responsabile dei rapporti con i media della “Law Business Consulting“. Ha scritto articoli, tra l’altro, per: “Il Messaggero“, “Gazzetta di Caserta“, “Napoli Notte“, “Il Roma“, “Il Roma Sera“, “Paese Sera“, “Il Diario“, “Il Mattino“, “Il Giornale di Napoli“, “Il Corriere del Mezzogiorno“, “CentoCittà“, “Il Denaro“, “Il Tempo“. È stato direttore responsabile di radio e tv libere: “Radio Capys“, “Radio Mitreo“, “Radio Galatia“, “Teleradio Volturnia“, “Teletifata“, “Canale 57” e “New Antenna Sud“. Dal 1982 al 1988 è stato ininterrottamente eletto nel consiglio dell’Associazione della Stampa di Caserta. Nel 1983, da parte della Presidenza della Stampa Europea, gli è stato assegnato il premio internazionale di giornalismo “Aquila d’oro” per una serie di reportage dall’estero. Nel 1984 ha ricevuto a Londra, da Ruggero Orlando (corrispondete RAI da New York), il titolo accademico di “Doctor in economic and commercial sciences“, in forza della laurea honoris causa conferitagli dall’università americana “Pro Deo” di New York. Dal 1992 al 1998 è stato direttore responsabile della rivista a tiratura nazionale “Detective & creime“, edita dal criminologo Carmelo Lavorino. In tale veste, nel 1994 è stato inviato speciale presso la “World Ministerial Conference On Organized Transnational Crime“, organizzata dall’Onu. A novembre 2006, la trasmissione “Matrix” di canale 5, ha riproposto un suo servizio tv degli anni ‘80 su di un duplice omocidio di camorra in Terra di Lavoro.

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