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PinoPinguino e MinaPinguina: le cremose e golose novità 2010 proposte da PreGel

Sono gli unici “pinguini” che si trovano in vaschetta nelle gelaterie. Al gusto avvolgente di cioccolato e nocciole oppure alla mandorla, queste specialità alternate al gelato mantengono una consistenza morbida alla temperatura di vetrina.

Tux, la mascotte del sistema operativo Linux, è il pinguino più “hi-tech”; quelli più spassosi sono Skipper, Soldato e Kowalsky direttamente dal film d’animazione Madagascar; quello più dolce e goloso si chiama PinoPinguino ed è prodotto da PreGel, l’azienda leader mondiale nel settore degli ingredienti e dei semilavorati per gelaterie, pasticcerie e coffee-shop.

Questa specialità al gusto di nocciole e cioccolato mantiene una consistenza morbida anche alla temperatura di vetrina del gelato. Alternando strati di PinoPinguino e gelato si ottengono abbinamenti davvero deliziosi, perfetti per essere serviti in gelateria o anche utilizzati in pasticceria. Vale assolutamente la pena di provare PinoPinguino abbinato a strati di buon cioccolato bianco oppure con un delicato fiordilatte.

PinoPiguino, con il suo sapore pieno e deciso, è uno dei protagonisti dell’estate 2010 insieme a MinaPinguina, la sua inseparabile “amica”, che abbina il gusto delicato e ricco della mandorla alla bontà del gelato.

La cremosità e la consistenza di questi specialissimi gusti gelato li rende perfetti non solo durante i mesi estivi ma anche durante quelli invernali.

Per i gelatieri la preparazione è molto semplice: basta stendere a strati i prodotti, iniziando con uno strato di gelato e creando una superficie ben liscia, quindi ricoprire completamente con PinoPinguino o MinaPinguina; a questo punto, stendere un altro strato di gelato e, successivamente, un ultimo strato di PinoPinguino o MinaPinguina, a seconda di cosa si è scelto.

Un’alternativa può essere quella di preparare prima dei palè di Pino Pinguino da adagiare successivamente sulle vaschette di gelato componendo i diversi strati oppure versare il prodotto tale e quale in vaschetta servendo così a tutti i clienti un’irresistibile crema fredda alla nocciola o alla mandorla, da abbinare ai loro gusti preferiti.

Per maggiori informazioni su questi e altri prodotti, come basi per il gelato, semilavorati per gelato, granite e topping, vi invitiamo a visitare il sito www.pregel.com

Contatti:
Layoutweb, Layout Advertising Group
Public Relation Department
Simona Bonati
e-mail: bonati@layoutweb.it
www.layoutweb.it

Vendita olio extravergine 100% italiano

Vendita olio extravergine 100% italiano

Va sottolineata la progressiva ricerca da parte dei consumatori del prodotto 100% italiano.

Il made in Italy non è sostenuto da una adeguata politica di valorizzazione e di caratterizzazione. Si rischia così di disperdere l’enorme potenziale del prodotto italiano che ha un indubbio appeal sul mercato ma non riesce a farsi riconoscere in termini equi di prezzo e di conseguente redditività per le imprese agricole.
Nello stesso mondo industriale e presso alcune insegne della gdo sta emergendo una nuova sensibilità per un posizionamento diverso dell’autentico prodotto made in Italy.

Per questo è importante e prioritario rilanciare la vendita dell’olio extravergine made in Italy, in vista della nuova campagna, una forte e coerente strategia di segmentazione dell’olio extravergine made in Italy garantendo qualità, tracciabilità e comunicazione del prodotto.

Per quanto riguarda la qualità è indispensabile introdurre nei parametri di valutazione non solo coefficienti più restrittivi e più consoni alle caratteristiche nazionali degli oli extravergini, ma soprattutto note sensoriali che escludano
categoricamente quegli aromi tipicamente spagnoli fin troppo presenti in tante bottiglie di presunto made in Italy.

La tracciabilità può garantire un sistema più efficace per confermare l’effettiva origine italiana al di là delle vaghe documentazioni spesso esibite dagli operatori della trasformazione e in particolar modo quelle legate all’olio introdotto nel nostro Paese grazie ai Tpa (i certificati di traffico di perfezionamento attivo). Da questo punto di vista è importante mantenere elevata la soglia di allerta con controlli mirati ed efficaci unificando il lavoro degli organismi di controllo dai Nas agli Icq Rf, dalla Guardia di finanza alle dogane.

Uno strumento utile per il rilancio della vendita dell’olio extravergine made in Italy sul mercato è rappresentato da un’efficace attuazione del piano olivicolo nazionale nato qualche giorno fa ma privo di due elementi essenziali: obbiettivi prioritari e dote finanziaria. Eppure le risorse ci sono perché solo una piccola parte del budget a suo tempo stanziato per le campagne di comunicazione televisiva è stato utilizzato.

Az.Agricola Cristofaro & Figli – di Cristofaro Michele via Bari,29  Cap 71017  Torremaggiore (FG)

E-mail: info@aziendacristofaro.com    Web Site: www.aziendacristofaro.com

Il peperoncino fresco, naturalmente quello calabrese, si sottopone all’esame del web!!

Il peperoncino calabrese, praticamente l’icona della gastronomia della regione: una verità inconfutabile, considerando l’utilizzo che in Calabria se ne fa e, da solo e/o unito ad altre eccellenze tipiche del territorio, da vita ad innumerevoli sperimentazioni gastronomiche portate sul mercato per tener alto il buon nome della cucina di queste terre.

Inconfutabile, ancora, perché non manca famiglia calabrese che non dispone sul proprio balcone di casa di una piantina (pur minima!!) di peperoncino, alla quale far rifornimento alla “bisogna”, quasi fosse una botte di vino.

Inconfutabile, infine, perché in suo nome è stato creata l’Accademia Italiana del peperoncino, organizzazione nata nel 1994 proprio in Calabria con l’intento di approfondire e diffondere in Italia – e non solo – la “cultura piccante“: lo dimostrano le tante delegazioni presenti in importanti città estere quali New York, Tokyo, Parigi, Monaco, ecc. Nel buon nome e nel logo di questa associazione la sua immagine spicca in bella mostra, incuriosendo ed ammaliando gli appassionati del buon cibo.

Il suo gusto schietto e sincero, la sua forza e nel contempo la sua delicatezza, le sue alte qualità aromatiche, terapeutiche e non solo, sono racchiuse in questo prezioso baccello che in Calabria ritrova un sapore unico ed esclusivo, visto che il suo utilizzo ha dato qui vita a referenze sempre nuove, diverse ed accattivanti: così ha partorito la confettura o il miele al peperoncino, la bomba calabrese, la pasta tipica e già di suo “rossa”, la marmellata di agrumi piccante, oltre a contraddistinguere, come da tradizione regionale, gli esclusivi salumi prodotti in loco: salsicce, soppressate, capicolli, lavorati in tutta la regione, e la regina incontrastata del piccante, la “nduja”!!

E sarebbe interessante poter disporre, in “ogni dove” e proprio nel momento di coltivazione e raccolta ottimale di questa spezia (…praticamente in estate!!), di un po’ di prodotto fresco “di orto”, da utilizzare in cucina per gli usi più opportuni, gustandone così il suo limpido sapore naturale; ovvero essiccarlo, congelarlo….insomma farne “conserva” per i mesi a venire.

Impossibile?? Assolutamente no: internet, a tal proposito, supera ogni frontiera, visto che vi sono siti di vendita di prodotti tipici calabresi che da agosto in poi propongono il prodotto fresco ed appena raccolto sulle loro vetrine virtuali, e per i quantitativi ottimali alla bisogna dei veri estimatori del “gusto piccante”.

E ciò senza assoluto bisogno di farne magazzino!! Tali aziende sono infatti in convenzione con contadini del luogo i quali, amorevolmente ed in tempo adeguato, hanno pensato alla coltivazione delle relative piantine: ad essi commissionano quindi “la relativa bisogna” quotidiana giusto e solo in proporzione agli ordinativi pervenuti sul portale.

Ecco quando si può parlare di vendita “a km zero” anche laddove le distanze sono di centinaia, anzi talvolta di migliaia di chilometri: il bello di internet è anche questo!!

Davvero la forma del calice/bicchiere influenza il sapore del vino? Si e guida-vino.com ti spiega il perché

Il bicchiere è lo strumento essenziale al fine di poter effettuare una corretta degustazione, non potremmo valutare niente di esatto in un vino, se la degustazione avvenisse con un bicchiere di plastica.

Ecco quindi che risulta di fondamentale importanza l’utilizzo di materiali giusti : attualmente le caratteristiche e proprietà migliori sono riscontrabili nei calici in cristallo ,  i bicchieri in cristallo sono i migliori perché questo materiale riesce a conferire al vino una maggiore luminosità, esaltandone al massimo i riflessi e le tonalità.

Per bere vino è consigliabile l’uso di un bicchiere a forma di calice : un bicchiere da vino viene detto calice quando è sorretto da un gambo ed è incolore, sottile, senza sfaccettature. In particolare i calici a gambo lungo sono i bicchieri per i vini bianchi ( il gambo del bicchiere evita il diffondersi del calore della mano sul vino).

I bicchieri per i vini rossi di annata, che richiedono temperature di servizio più alte, possono essere anche calici a gambo corto : in questo caso il tepore trasmesso dalla mano potrebbe influenzare positivamente il contenuto all’interno del calice. La forma del bicchiere dovrà essere ad uovo ( o a baloon ) , in modo tale da non avere dispersione di profumi e che anche piccole quantità di vino riescano perfettamente a bagnare tutta la superficie quando il calice viene ruotato. Alcuni esempi di vini per bicchieri rossi sono i cosiddetti calice Borgogna e calice Bordeaux .

Diverso è il discorso degli spumanti , da dividere tra spumanti secchi, spumanti aromatici e spumanti dolci. In linea generale gli spumanti secchi vanno bevuti nel classico bicchiere a flute. Una flute è un bicchiere da spumante dalla forma allungata e stretta : la flute da spumante consentirà al vino sia di toccare per primo la punta della lingua , che è la parte in cui le sensazioni di dolcezza vengono avvertite , sia di far risaltare al massimo il perlage che risalirà verso l’alto.

Per lo spumante dolce o lo spumante aromatico (ricordiamo che per aromatici intendiamo tutti quei vini che richiamano il profumo dell’uva da cui derivano) la forma di bicchiere da utilizzare sarà un calice a coppa.

Continuando andando ad analizzare caso per caso, i calici per vini freschi e giovani sono bicchieri a tulipano. La forma del calice svasata al centro ed allargata all’estremità consente al vino di saltare e scivolare sulla parte laterale della lingua , che è la più stimolata dalla sensazione fresco/acida.

Riassumendo : più i vini saranno importanti per struttura, aromi e sensazioni organolettiche, più il bicchiere dovrà essere ugualmente importante. Ci troveremo quindi di fronte a calici dalle ampie pance che consentono una maggiore ossigenazione del vino, raccolta di profumi ed esaltazione di bouquet.

Lo stesso vino , messo su due bicchieri differenti per volume ed ampiezza della pancia, non riuscirebbe ad evidenziare le stesse caratteristiche organolettiche , che saranno più nascoste e meno evidenti nel caso di forme più esili.

Fonte : manuale sui bicchieri per il vino di www.guida-vino.com

Il Kurni è il miglior vino italiano del 2010

E’ il Kurni il miglior vini italiano del 2010

Non prendete questa notizia ( il miglior vino italiano ) come un dato assoluto , perché è noto che in merito al vino e al cibo i gusti sono soggettivo , in questo caso si tratta invece di un semplice calcolo matematico : sommando i punteggi ottenuti dai migliori vini d’Italia nelle cinque guide enologiche più diffuse e autorevoli ( Guida ai Vini d’Italia Gambero Rosso , Duemila Vini AIS Bibenda , Vini d’Italia L’Espresso , I Vini di Veronelli e l’Annuario dei Vini Italiani di Luca Maroni ) , il Kurni è il miglior vino italiano per punteggio complessivo e quello mediamente meglio posizionato .L’ennesimo riconoscimento per questo nettare prodotto in neanche 6.000 bottiglie dall’Azienda Agricola Oasi degli Angeli di Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi e la garanzia che l’annata 2007 non lascerà passare molto tempo prima del classico sold out.

Il vino kurni è in vendita online su www.guida-vino.com , il portale dei vini delle Marche.

www.magnaparma.com: vendita online dei prodotti tipici di Parma e delle specialità italiane.

I prodotti della tradizione enogastronomica italiana arrivano sulla tua tavola con MagnaParma. Il negozio online di specialità alimentari nasce nel cuore dell’Emilia, terra dalla grande vocazione alimentare, da un gruppo di persone appassionate e desiderose di diffondere la cultura del “mangiare bene”. Un’ampia scelta di prodotti tipici di Parma e le migliori specialità italiane, tutti ottenuti secondo metodi rigorosi e tradizionali, selezionati con cura e offerti insieme ad un ampio corredo di informazioni sulla loro storia, le origini e i suggerimenti per le ricette tradizionali.

MagnaParma ha rinnovato da poco il suo sito: è nata una grande vetrina di prodotti della tavola, un sorprendente itinerario del gusto fra le delizie del palato e i sapori da autentici gourmet. Il nuovo portale nasce all’interno di un progetto di Web marketing curato da KosmoSol: l’obiettivo è quello di valorizzare il marchio MagnaParma su Internet, ottenendo riscontri e visibilità internazionali. Per questo, MagnaParma arriva anche sui più noti social network, da Facebook a Twitter – con aggiornamenti costanti sui nuovi prodotti e tutte le ultime offerte speciali – fino ai video su YouTube.

Il negozio online porta sulle tavole di tutta Italia i veri prodotti tipici della tradizione locale e italiana: gli acquisti sono semplici, rapidi e sicuri, alla portata di tutti. Le specialità sono di qualità superiore, molte delle quali certificate D.O.C., D.O.C.G., D.O.P. e I.G.T., come il Parmigiano Reggiano stagionato 24, 26 o 36 mesi, o il Prosciutto Crudo di Parma, il re dei salumi, accompagnato dai prelibati funghi porcini di Borgotaro. I vini delle terre e delle cantine parmensi si sposano alla perfezione con gli affettati e le pietanze tipiche della città ducale: il delicato Rosè, o i decisi Lambrusco, Malvasia e Fortana. L’offerta di MagnaParma si spinge anche oltre i nobili confini della provincia parmense, proponendo paste, sughi, formaggi, salumi e condimenti per veri intenditori: l’Aceto balsamico tradizionale di Modena, il Grana Padano, il pregiato olio extravergine d’oliva delle terre toscane, tartufi, salumi, i grandi vini italiani D.OC. e tanto altro ancora. Tutti i prodotti sono sani, genuini e nutrienti, fatti con le sole materie prime italiane, lavorate secondo i metodi più tradizionali. MagnaParma è una moderna organizzazione al servizio dei prodotti artigianali; il suo staff è a disposizione di tutti i suoi clienti, per soddisfare le singole curiosità o le grandi richieste provenienti dalle attività di vendita e di ristorazione.

Ricette Mio Pomodoro

Sul portale “Ricette di Mio Pomodoro” sono presentati tanti menù sempre originali in modo da poter bandire la tavola con piatti gustosi e scherzosi.

Ogni mese viene presentato un nuovo menù completo di antipasto, primo piatto, seconda portata, contorno e dolce.

Il sito oltre ad avere una descrizione dettagliata e minuziosa di ogni ricetta è anche provvista di fotografie per poter dare il miglior servizio ai nostri visitatori ed il tutto completamente gratuito.

Tutte le ricette presentate sono sia della gastonomia italiana che della cucina internazionale.

Dolcitorte.it presenta il concorso “Un’estate da fragola!”

Dolcitorte.it - il sito italiano sui dolci, ricette e decorazioni – presenta la prima edizione del concorso “Un’estate da fragola!”. L’estate, si sa, è il periodo dell’anno in cui i dolci alla frutta sono più graditi in assoluto e lo Staff di Dolcitorte.it ha deciso di dedicare questo contest culinario alla fragola, uno dei frutti più amati.

Regolamento
Le regole per partecipare al concorso sono molto semplici. Basta inviare le ricette all’indirizzo email dolcitorte@dolcitorte.it: unico requisito è che tra gli ingredienti ci siano le fragole e che si tratti, ovviamente, di un qualsiasi tipo di dolce.

Per ogni ricetta si dovranno specificare ingredienti, preparazione (come per ogni ricetta presente su Dolcitorte.it) e, se ci sono, anche dei suggerimenti particolari.

Assieme a queste informazioni dovrà obbligatoriamente essere allegata almeno una foto: il risultato finale fotografato dai partecipanti sarebbe perfetto. Ogni partecipante potrà inviare quante ricette vorrà.

Lo Staff pubblicherà tutte le ricette ricevute e le migliori due verranno premiate con dei fantastici libri di cucina offerti da Quadò Editrice:

- 1° Premio: Manuale di Pasticceria e Decorazione (volumi 1 e 2)

- 2° Premio: Cofanetto contenente i libri Torte rustiche, Dolci con la frutta, Dolci facili, Dolci più buoni d’Italia e Dolci veloci

Può partecipare chiunque e l’iscrizione è gratuita: le ricette potranno essere spedite fino al 30 settembre 2010.

Non appena lo Staff le riceverà, esse saranno aggiunte all’elenco dei partecipanti sulla pagina web dedicata. Entro la prima settimana di ottobre verranno annunciati i vincitori e si procederà alla spedizione dei premi.

Ricette celiachia: pizza senza glutine

Piaceri Mediterranei presenta due nuove farine senza glutine pensate per chi ama preparare in casa le proprie ricette per la celiachia e sperimentare nuove soluzioni. Come tutti i prodotti senza glutine Piaceri Mediterranei, anche le farine senza glutine si ispirano al Modello Alimentare Mediterraneo ovvero a uno stile nutrizionale ricco di cibi gustosi, preparati in modo semplice e facilmente adattabili al gusto personale.

Alla Farina tradizionale senza glutine, oggi Piaceri Mediterranei aggiunge infatti le nuove Miscele per Pane e Pizza e per Dolci per creare facilmente in cucina ricette per la celiachia sempre più personali ed invitanti. Seguire una dieta senza glutine infatti non significa rinunciare ai sapori e alla tradizione della nostra tavola e neppure alla passione per la cucina di casa acquistando unicamente prodotti senza glutine pre-confezionati.

Prendiamo ad esempio la pizza, uno dei piatti mediterranei per eccellenza, che oggi diventa ancora più semplice e gustosa in casa grazie alla nuova miscela per pane e pizza. Ecco la ricetta per realizzare una classica pizza in cucina:

Ingredienti: 100 g acqua, 150 g Miscela di Farine per Pane e Pizza Piaceri Mediterranei,
6 g lievito, 10 g olio extra vergine di oliva.
Per il condimento: salsa di pomodoro fresca o pelati, circa tre cucchiai, 150 g mozzarella, origano o basilico QB, sale QB.
Procedimento: Sciogli il lievito in acqua a circa 25°, aggiungi la Miscela di Farine per Pane e Pizza e mescola con un cucchiaio fino ad ottenere un composto omogeneo. Quindi crea una pallina e poi stendila su una carta forno spolverata di Miscela di Farine per Pane e Pizza con un matterello, fino a raggiungere un diametro di circa 28-30 cm. Ponila sulla teglia per la cottura precedentemente unta, copri la teglia con della pellicola e lascia lievitare per circa un’ora in un posto caldo e non ventilato (ad es. all’interno del proprio forno chiuso). Quando la pizza è lievitata condiscila con salsa di pomodoro salata, inforna a circa 170° e cucina per 10 minuti. Poi tira fuori la pizza dal forno, finisci di condirla con mozzarella, basilico o origano e cuoci ancora in forno alla stessa temperatura per altri 10 minuti.

Un fiore all’occhiello valdostano: la Fontina Dop BIO

Come nasce e quando diventa Fontina Dop Bio

I veri “artefici” della Fontina Dop Bio sono i pascoli montani della Valle d’Aosta e le bovine di razza autoctona: la Pezzata rossa, la Pezzata nera e la Castana che assumono un ruolo insostituibile, grazie alla loro capacità di valorizzare l’erba dei pascoli alpini e i fieni provenienti dei prati naturali di questo territorio. Il rapporto tra animali e pascoli è attentamente gestito e sorvegliato dall’uomo che, secondo una sequenza e un calendario prestabiliti, organizza gli spostamenti del bestiame negli alpeggi. Le bovine valdostane hanno una produzione di latte variabile in quantità durante l’anno, ma di qualità superiore. La dieta delle mucche, composta prevalentemente di essenze alpine, determina anche i contenuti nutritivi del latte, che variano leggermente tra l’estate e l’inverno.

La lavorazione, secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione della Dop, non altera le caratteristiche del latte appena munto che passano inalterate nel formaggio. Infatti il latte viene caseificato entro poche ore dalla mungitura, 2 volte al giorno, alla T° di 36°C, utilizzando per la coagulazione caglio di vitello. Si procede allora alla rottura della cagliata che viene spezzettata fino alle dimensioni di un chicco di mais. Tenendo in movimento la cagliata si procede a riscaldamento graduale fino a circa 48°C per favorire lo spurgo dei coaguli. A temperatura raggiunta si interrompe il riscaldamento e, sempre tenendo in movimento la massa caseosa, si porta a termine lo spurgo. Terminata questa fase detta di spinatura si lascia a riposo la cagliata per una decina di minuti, trascorsi i quali si prosegue alla messa in forma della massa caseosa. La cagliata viene così posta nelle fascere tipiche caratterizzate dalla convessità dello scalzo sul quale viene applicata la placchetta di caseina con il numero progressivo del prodotto. Le forme vengono così adagiate sotto pressa per ultimare lo spurgo del siero residuo. La spremitura dura circa 12 ore durante le quali le forme vengono rivoltate più volte. Prima dell’ultimo rivoltamento viene applicata la placchetta numerica che imprimerà sulla forma il numero identificativo del produttore (CTF), che insieme alla placchetta di caseina, garantirà un’inequivocabile tracciabilità del prodotto. Segue quindi la prima salatura e il successivo trasferimento delle forme nei magazzini di stagionatura. Il periodo di maturazione medio è di minimo 3 mesi durante i quali la forma viene periodicamente strofi nata e salata in superficie. Nel primo mese le forme vengono rivoltate ogni giorno, alternando un giorno di salatura e uno di spazzolatura, le operazioni che agevolano lo sviluppo della tipica crosta. Successivamente queste operazioni vengono effettuate ad intervalli più diradati, e le forme, accudite con cura, stagionano lentamente, allineate in perfetto ordine, su tavole di abete rosso. La maggior parte delle grotte di stagionatura della Fontina Dop Bio, sono scavate nella roccia. Qui la temperatura è compresa tra 10°C e 12°C e l’umidità è superiore all’85%, condizioni ottimali per una lenta e graduata maturazione.

Terminata la stagionatura, le forme vengono esaminate, una ad una, dal Consorzio di tutela della Dop e, solo le forme che rispondono agli standard qualitativi fissati dal disciplinare di produzione vengono contrassegnate con il marchio Dop caratteristico.

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