Il peperoncino calabrese, praticamente l’icona della gastronomia della regione:
una verità inconfutabile, considerando l’utilizzo che in Calabria se ne fa e, da solo e/o unito ad altre eccellenze tipiche del territorio, da vita ad innumerevoli sperimentazioni gastronomiche portate sul mercato per tener alto il buon
nome della cucina di queste terre.
Inconfutabile, ancora, perché non manca famiglia calabrese che non dispone sul proprio balcone di casa di una piantina (pur minima!!) di peperoncino, alla quale far rifornimento alla
“bisogna”, quasi fosse una botte di vino.
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Inconfutabile, infine, perché in suo nome è stato
creata l’Accademia Italiana del peperoncino, organizzazione nata nel 1994 proprio in Calabria con l’intento di approfondire e diffondere in Italia – e non solo – la “cultura piccante“: lo dimostrano le
tante delegazioni presenti in importanti città estere quali New York, Tokyo, Parigi, Monaco, ecc. Nel buon nome e nel logo di questa associazione la sua immagine spicca in bella mostra, incuriosendo ed
ammaliando gli appassionati del buon cibo.
Il suo gusto schietto e sincero, la sua forza e nel contempo la sua delicatezza, le
sue alte qualità aromatiche, terapeutiche e non solo, sono racchiuse in questo prezioso baccello che in
Calabria ritrova un sapore unico ed esclusivo, visto che il suo utilizzo ha dato qui vita a referenze sempre nuove, diverse ed accattivanti: così ha partorito la confettura o il miele al peperoncino, la bomba
calabrese, la pasta tipica e già di suo “rossa”, la marmellata di agrumi piccante, oltre a contraddistinguere, come da tradizione regionale, gli esclusivi salumi prodotti in
loco: salsicce, soppressate, capicolli, lavorati in tutta la regione, e la regina incontrastata del piccante, la “nduja”!!
src="http://api.ning.com/files/MmdDukaa0wTHzzduNvhAMem6yaUpdT7pHy2FR-R31wwoL7NxYwm5unxctlBh9236SeQCmdPO1uhCRXC7Xf0vobsi8iFpEQPN/peperoncino.jpg" alt="" width="191" height="173" />E sarebbe interessante poter disporre, in “ogni dove” e proprio nel momento di coltivazione e raccolta ottimale di questa spezia (…praticamente in estate!!), di un po’ di prodotto fresco “di orto”, da utilizzare in cucina per gli usi più opportuni, gustandone così il suo limpido sapore naturale; ovvero essiccarlo, congelarlo….insomma farne “conserva” per i mesi a venire.
style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;">Impossibile?
style="line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 10pt;">? Assolutamente no: internet, a tal proposito, supera ogni frontiera, visto che vi sono siti di vendita di
vetrine virtuali, e per i quantitativi ottimali alla bisogna dei veri estimatori del “gusto piccante”.
style="line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 10pt;">E ciò senza assoluto bisogno di farne magazzino!! Tali aziende sono infatti in convenzione con contadini del luogo i quali, amorevolmente ed in tempo adeguato, hanno pensato alla coltivazione delle relative piantine: ad essi commissionano quindi “la relativa bisogna” quotidiana giusto e solo in proporzione agli ordinativi pervenuti sul portale.
style="line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 10pt;">Ecco quando si può parlare di vendita “a km zero” anche laddove le distanze sono di centinaia, anzi talvolta di migliaia di chilometri: il bello di internet è anche questo!!
