La notizia è di quelle allarmanti per il mondo animale e per la natura che li circonda (e ci
circonda): uno studio condotto da autorevoli biologi e scienziati dell’Università di Berkeley, California, ha evidenziato come l’atrazina, un pesticida dalle caratteristiche erbicida devasta la vita sessuale delle rane evirando i maschi della specie e
portando addirittura al mutamento di esso una rana maschio su dieci.
L’atrazina è sotto accusa in quanto ritenuta responsabile anche di altri danni causati agli anfibi: nuovi studi condotti sempre sulla rane hanno dimostrato come le rane
coinvolte nel processo sopra descritto muoiano piuttsoto rapidamente in quanto non più capaci di riprodursi.
Tutto ciò porta naturalmente ad uno squilibrio di sessi che può soltanto aumentare se la situazione non cambiasse.
Per fortuna
l’utilizzo di questo diserbante è limitato agli Stati Uniti in quanto nei paesi europei
inclusa l’Italia è stato vietato l’utilizzo dell’atrazina. Negli Usa invece essa viene ancora utilizzata come erbicida e come sostanza in grado di aumentare la produzione di grano.
Tutto ciò evidenzia ancora una volta come è necessaria la massima
attenzione nell’utilizzo di sostanze chimiche che incidono fortemente sulla natura. In particolare i prodotti erbicidi devono avere determinate caratteristiche per essere utilizzati e tra queste la minima invasività possibile.
Alterare degli equilibri
naturali è molto pericoloso sia per gli animali che hanno fatto di quel pezzo di terra il proprio habitat sia per l’uomo nel momento in cui sostanze pericolose contaminino terreni e bacini idrici.
