Oggi, 06 marzo, nella sede della Lista Civica XFARE si è svolto il
dibattito dal tema “XFARE… una città che sa imparare”. Sono intervenuti, introdotti dalla capolista Martina Semenzato, il candidato sindaco Enrico Bressan e i candidati Michele Alzetta, designer multimediale, Lorenzo Calgaro, fondatore di una Società
che si occupa di web marketing, Pierluigi Lucchese, libero professionista nell’ambito ICT e Davide Rossetti, direttore marketing e comunicazione. Più che di dibattito si è trattato di una vera e propria proposta per la città.
Venezia e i veneziani
girano a due velocità molto diverse. Ad uno sguardo esterno il nostro territorio appare come un luogo statico, immobile o, almeno, è così che si tende a rappresentarla. All’interno del Comune le cose sono diverse: i veneziani corrono, innovano,
sperimentano, inventano ed esportano- sottolinea il Candidato Sindaco Enrico Bressan – Noi non accettiamo chi parla male di Venezia: noi amiamo questa città e pensiamo che possa avere un grande futuro perché è la più antica città del futuro,
storicamente immersa nel futuro.
“X Fare” vuole proporre un nuovo patto per far crescere questa meravigliosa area metropolitana, per consentire a Venezia di imparare, di far tesoro della propria storia e di guardare al domani da protagonista.-
aggiunge la Capolista Martina Semenzato- Crediamo nell’ascolto e nel coinvolgimento attivo dei cittadini, delle associazioni, delle imprese. Da parte nostra ci limitiamo a proporre un metodo e quattro “parole chiave” da utilizzare come linee-guida per
una progettazione condivisa.
Secondo la sua filosofia, XFARE si è affidata ai suoi quattro professionisti per stilare una proposta concreta per la Città sul tema del “FARE sistema tra città, formazione, talenti ed impresa.
Da parte
nostra ci limitiamo- dicono i quattro candidati- a proporre un metodo e quattro “parole chiave” da utilizzare come linee-guida per una progettazione condivisa.
1. ETICA
Le scelte che condizionano tutti i cittadini e l’intera città devono essere
fatte con trasparenza e basate su valori comprensibili a tutti. I valori ispiratori devono tendere ad essere un valore condiviso e non mascherare invece interessi di parte o di lobby di poteri forti.
2. COMUNICAZIONE
Le idee e le persone
devono poter circolare. Venezia è stata la città della contaminazione armonica di diverse culture e adesso rischia invece di essere omologata, bloccata da una cultura autoreferenziale.
3. COOPERAZIONE
Mettere in comune è il contrario di
essere individualisti e di non riuscire a pensare in grande. Noi crediamo che le persone debbano essere aiutate a collegarsi in progetti, nello scambio delle esperienze e nel realizzare sogni. Noi abbiamo già visto segni incoraggianti in questa nostra
esperienza di politica partecipativa e vogliamo che diventi patrimonio sempre più esteso all’intera cittadinanza, in particolare dei giovani. Bisogna tornare ad osare, per fare tanto e non tanto per fare.
4. POLITICA
Non è una “parola negativa”
ma un gioiello prezioso da trattare con rispetto. Serve una rinnovata classe politica, servono proposte formative e servono investimenti per coinvolgere le persone nella gestione di soluzioni concrete per migliorare la vita nei sestrieri e nei
quartieri.
È necessaria una “governance” pubblica per delineare i confini dell’integrazione con i privati secondo i principi di una vera sussidiarietà.
E infine alcune proposte-stimolo per discutere senza steccati e preconcetti
ideologici
- Etica: vigilanza attiva perché nei consigli di amministrazione vengano premiate le competenze e quindi si torni a ragionare in termini meritocratici reali e concreti. In tal senso tutte le quote minoritarie di partecipazione che non
sono remunerative e che non sono strategiche all’attività amministrativa comunale vanno alienate. Deve anche essere valutata l’opportunità di privatizzare alcune municipalizzate, detenendo comunque delle quote che garantiscano i cittadini sulla
qualità dei servizi.
- Comunicazione: riorganizzare il sistema di relazione con i cittadini a partire dalla semplificazione e dalla partecipazione attiva e con meccanismi che puntino ad ottenere il gradimento e la soddisfazione dei
Cittadini.
- Cooperazione: creare occasioni per realizzare sogni, per pulire parchi, ridipingere scuole, far nascere sale-prova per fare musica, cucine per fare cene e corsi di cucina, …
- Politica: guardare all’Europa, al mondo,
alle nuove capitali come Berlino, Barcellona, Dublino, Valencia e credere nei giovani valorizzando i talenti. In tal senso proponiamo l’istituzione di un ufficio operativo permanente di progettazione a Bruxelles a disposizione di tutte le associazioni attive in
Città. Tutte le realtà istituzionali locali del nostro Paese che l’hanno fatto con serietà e professionalità hanno ottenuto grandi benefici perché sono riusciti a riversare sul territorio ingenti risorse per lo sviluppo e l’avvio di nuove attività. Il Comune di
Venezia deve essere presente e colloquiare direttamente con la struttura operativa dell’Unione Europea.
